Enecolab s.r.l.

Start-up innovativa

L’innovazione nell’economia circolare. Energia verde dai rifiuti organici

Un processo che trasforma i prodotti a fine ciclo vita composti da materiale organico in gas impiegabile per la produzione di energia termica ed elettrica.

Un esempio di economia circolare che abbatte sia i costi di smaltimento che quelli di approvvigionamento energetico applicato in una maniera totalmente innovativa a prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita o a scarti di produzione industriale, agricola, dell’allevamento, ecc.

6 brevetti ottenuti per supportare la realizzazione del sogno di mettere i territori in condizioni scambiare rifiuti con energia.

“Energia pulita da materiali a fine ciclo vita come vetroresina e termoindurenti”

(172,5%)
60.000€
Obbiettivo
minimo
600.000€
Obbiettivo
massimo
103.525€
Raccolta
effettuata
1.500€
Investimento
minimo
Quote di categoria A e quote di categoria B
Strumento finanziario
offerto
48,780%
Equity offerto in caso
di obbiettivo massimo
20
Numero
sottoscrizioni
2
Sottoscrizioni
in attesa
in attesa
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obbligatorio

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il progetto

Enecolab è

Enecolab s.r.l. è una start-up innovativa costituita a giugno 2016, registrata presso la CCIAA di Venezia Giulia ed operante nel campo dell’economia circolare.

La società nasce con l’obiettivo di sviluppare attività di ricerca e sviluppo nel settore della tutela e del miglioramento dell’ambiente e delle fonti alternative di energia mettendo a frutto le idee e le esperienze di un gruppo di lavoro che si era andato consolidando negli anni e che era accomunato da una visione condivisa dell’ecosostenibilità, della sostenibilità economica e dell’innovazione come motore primario di sviluppo.

L’attività di ricerca finora svolta, condotta anche in collaborazione con l’Università di Trieste,  ha portato alla definizione, realizzazione e validazione del processo GEOW® che trasforma i prodotti a fine ciclo vita composti da materiale organico (cioè contenenti carbonio disponibile) in un gas impiegabile per la produzione di energia termica ed elettrica: il residuo solido di fine processo viene totalmente inertizzato, così che il processo non generi altri rifiuti.

Il “sogno” è quello di mettere un territorio in condizione di “scambiare” i rifiuti con l’energia da questi prodotta, in un perfetto esempio di economia circolare, abbattendo tanto i costi di smaltimento quanto quelli di approvvigionamento energetico.

Il principio che sta alla base dell’innovazione è un principio termochimico ben noto: il calore applicato a delle molecole, superata una certa soglia, provoca l’indebolimento dei legami molecolari, cosicché molecole complesse si convertano in molecole più semplici, con una ridislocazione degli stessi atomi che le componevano. In sostanza, è un principio già in uso (p.e.: torri di cracking per la distillazione del petrolio) che qui viene applicato in una maniera totalmente innovativa a prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita o a scarti di produzione industriale, agricola, dell’allevamento, ecc.

La condizione perché la tecnologia GEOW® sia applicabile è che il materiale da processare contenga carbonio disponibile (p.e.: plastiche, rifiuti organici, legno, resine, ecc.), in sostanza la gran parte di quel che finisce in discarica. Pertanto il mercato per tale tecnologia è costituito da tutti quegli ambiti industriali e/o agricoli e/o civili che producano rifiuti contenenti carbonio disponibile e che, invece che conferirli per lo smaltimento, vogliano smaltirli direttamente per ricavarne energia da impiegare per i loro fabbisogni.

Finora sono state depositate 7 domande di brevetto, e tutte hanno determinato l’ottenimento del brevetto (il 7° proprio durante la presente campagna di equity crowdfunding).

A valle della messa in attività di un paio di impianti pilota, verrà attivata una rete di rappresentanti, che verranno supportati con materiale divulgativo e con un ben più che adeguato supporto tecnico e scientifico. La costruzione di questa rete è già in atto e se ne prevede l’attivazione completa all’inizio del 2021.

Per gli investitori, oltre alla possibilità di entrare a far parte, come soci, di questo ambizioso progetto imprenditoriale nell’ambito dell’economia circolare, ci sono anche importanti vantaggi fiscali: essendo Enecolab una start-up innovativa, l’investimento nell’equity crowdfunding gode di agevolazioni fiscali pari al 30% dell’importo investito. L’agevolazione è prevista sia per le persone fisiche (detrazione ai fini IRPEF) sia per le persone giuridiche (deduzione ai fini IRES).

Ai nuovi soci verranno attribuite quote di categoria A e quote di categoria B a seconda dell’ammontare investito e/o del tipo di investitore che effettua l’investimento (cfr punto 3.c del documento “Informazioni sull’offerta”).

Enecolab è già una società a capitale diffuso: attualmente, 19 soci hanno sottoscritto e versato 210.000 € di capitale sociale. La raccolta tramite equity crowdfunding non serve ad avviare la propria attività, serve a potenziarla senza alcun ricorso al capitale finanziario (banche, finanziarie, investitore unico, ecc.).

Certo, può sembrare un sogno, ma un sogno sognato da tanti è inevitabilmente destinato a diventare realtà.

N.B. L’assemblea del 27 luglio 2020 ha deliberato di prorogare la campagna di equity crowdfunding fino al 30 novembre 2020.

 

il team

  • Renzo Biasi

    Nato a Trieste il 6 maggio 1960, dove vive e lavora, è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti dal 1993, dopo aver conseguito la laurea in economia e commercio nel 1989, e dal 1999 è iscritto all’Albo dei revisori contabili.

    Ha matura esperienze di ricerca e sviluppo come coordinatore del progetto Stradivari del mare, e presidente di AATS, partner nei progetti Green Boat e Ecofishing.

    Legale rappresentante di Enecolab, ha in capo la responsabilità del progetto, la sua gestione finanziaria e la strutturazione del successivo sfruttamento economico.

  • Lucio Marquardt

    Ha maturato significative esperienze come Direttore Tecnico e Responsabile R&S e Direttore Generale in aziende italiane ed estere nei settori dell’elettronica e delle macchine elettriche e meccaniche.

    Ha coordinato lo sviluppo di trasformatori isolati in resina, di un sistema di gestione e controllo per robotica, di un sistema per la triturazione di PFU, di un sistema di pirogasificazione, di motori elettrici e relativi controlli, tecnologie che stanno alla base del progetto Enecolab.

    Per le competenze specifiche ed il collegamento con il modo della nautica (è il delegato per la Categoria Nautica di Confartigianato Imprese Gorizia), ha in capo il coordinamento tecnico del progetto e lo sviluppo delle soluzioni meccaniche ed elettroniche.

  • Vanessa Russo

    E’ nata a Pinerolo (TO) nel 1992. Dopo il liceo scientifico, ha conseguito nel 2015 la laurea triennale in Chimica e Tecnologie Chimiche a Torino, sviluppando una tesi su Nanofibre polimeriche a base di ciclodestrine applicate nel Drug-Delivery.

    Si è trasferita nel 2017 a Trieste per conseguire la laurea magistrale in Chimica Industriale e Tecnologica, sviluppando una tesi in Chimica dei sistemi nanostrutturati e supramolecolari in collaborazione con il CRD della Danieli & C. Officine Meccaniche SpA.

    Attiva nel volontariato, ha collaborando per tre anni col campo Caritas “Piemonte- Valle D’Aosta” in seguito al terremoto che colpì L’Aquila nel 2009. Conseguita la laurea magistrale in Chimica nel dicembre 2019, sta ora proseguendo la sua attività di ricercatrice per lo sviluppo di una metodica di intercettazione e separazione della porzione oleosa dall’acqua di lavaggio dei gas e allo sviluppo di un nuovo strumento analitico per l’individuazione e quantificazione in continuo dei gas prodotti dalla reazione.

business plan

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Il Business Plan di Enecolab s.r.l. si sviluppa fino al 2022 e contiene i seguenti elementi:

  1. L’azienda
    1.1 Costituzione e scopo
    1.2 Sintesi della visione
    1.3 Il modello di business
    1.4 Capitale sociale
    1.5 Governance
    1.6 Il gruppo di lavoro
    1.7 Esperienze
    1.8 Il sito
    1.9 Il capitale sociale diffuso
    1.10 Il valore dell’azienda
  2. Il progetto Fine Ciclo Vita VTR e Termoindurenti
    2.1 Background
    2.2 Il progetto
    2.3 Il team
    2.4 Collaborazioni
    2.5 Attività di progetto
    2.6 I risultati
    2.7 TRL
    2.8 Il mercato
  3. Prospettive
    3.1 Ricerca
    3.2 La produzione
    3.3 Ciclo di mercato
    3.4 Business Plan
    3.5 Equity crowdfunding
  4. Allegati
    4.1 Il sito
    4.2 I brevetti

 

 

 

 

documento informativo

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In questa sezione è possibile consultare e scaricare il Documento “Informazioni sull’offerta” relativo all’offerta pubblica di sottoscrizione delle quote di nuova emissione di “Enecolab s.r.l.” negoziate in esclusiva sul portale di equity crowdfunding www.starsup.it.

“Enecolab s.r.l.” è una start-up innovativa ai sensi dell’art. 25 del D.L. 179/2012 c.d. “Decreto Crescita bis” iscritta nell’apposita sezione del Registro Imprese della CCIAA di Venezia Giulia.

Il Documento “Informazioni sull’offerta” è redatto in conformità alle prescrizioni dell’ALLEGATO 3 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. 18592 del 26 giugno 2013 e successive modificazioni e integrazioni, e comprende le seguenti informazioni:

  1. Avvertenza
  2. Informazione sui rischi dell’offerente e dell’offerta
  3. Informazioni sull’offerente e sugli strumenti finanziari oggetto dell’offerta
  4. Informazioni sull’offerta
  5. Informazioni sugli eventuali servizi offerti dal gestore del portale con riferimento all’offerta
  6. Informazioni sull’organo di controllo
  7. Informazioni sulla revisione contabile
  8. Informazioni sui consulenti legali o finanziari e sui pareri di esperti

faq

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Il principio che sta alla base dell’innovazione è un principio termochimico ben noto: il calore applicato a delle molecole, superata una certa soglia, provoca l’indebolimento dei legami molecolari, cosicché molecole complesse si spezzano e si ricombinano in molecole più semplici.

In sostanza, gli stessi atomi si disaggregano e si riaggruppano in legami meno complessi.

Il principio è già impiegato (p.e.: torri di cracking per la distillazione del petrolio, impianti per la produzione di carbon coke, ecc.), qui viene applicato in una maniera totalmente innovativa a prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita o a scarti di produzione industriale, agricola, dell’allevamento, ecc.

La condizione perché la tecnologia GEOW® sia applicabile è che il materiale da processare contenga carbonio disponibile (p.e.: plastiche, rifiuti organici, legno, resine, ecc.), in pratica la gran parte di quel che finisce in discarica.

La tecnologia sviluppata provvede allo smaltimento totale e in totale sicurezza di questi materiali, che, dopo una fase meccanica di riduzione volumetrica, vengono avviati alla fase termochimica, dove le molecole complesse contenenti carbonio e idrogeno vengono “smontate” e riassemblate in molecole più semplici, nel caso specifico in un gas utile composto all’80% di metano, che è possibile impiegare per produrre energia termica ed elettrica in alternativa al consumo di risorse fossili.

In termini di rendimento, giusto per fare un esempio, 10 kg di vetroresina producono 150 kWh, quel che serve per fare 220 lavaggi con una normale lavatrice.

Il principio su cui si basano le diverse tecnologie degli inceneritori è quello della combustione del materiale immesso nel processo, producendo energia termica che viene poi convertita in energia elettrica.

Lo svantaggio è rappresentato dal fatto che questo tipo di impianti sono necessariamente grandi (cioè volti a soddisfare grandi bacini di raccolta e con una dimensione tale da assicurarne l’economicità) e impattanti (dal traffico di camion che trasportano il materiale alla necessità di trattamento dei fumi della combustione e di smaltire i residui solidi della combustione), ragione per la quale (giustamente) sono invisi, quando non decisamente contrastati, dalla popolazione: in sostanza, l’inceneritore risolve un problema semplicemente creandone altri, ben più gravi e complessi.

La tecnologia GEOW® non prevede alcuna combustione del materiale, che viene fatto reagire in un reattore totalmente stagno e in assenza di ossigeno, in modo che non vi sia alcun seppur potenziale rischio di combustione.

La tecnologia GEOW® ha due fasi termochimiche: una prima che estrae e ricombina in gas utili la gran parte del carbonio disponibile, una seconda che opera sul carbonio disponibile ancora presente nella porzione solida residuata dalla prima fase, ricombinandolo in un gas più povero ma comunque utile.

Alla fine del processo, residua del solido, che viene totalmente inertizzato trasformandolo in una “sabbia” totalmente inerte e sterile, impiegabile come materia prima seconda nell’edilizia: solo a questo punto il materiale torna nella normale atmosfera.

Un’altra differenza è data dal fatto che la tecnologia GEOW® è stata concepita per essere fortemente modulare, talché sia possibile avere piccoli impianti composti da moduli operanti in parallelo fra loro e, perciò, impiegabili a bacini di raccolta molto più piccoli (p.e.: un allevamento di polli, una comunità, una fabbrica di termoindurenti, ecc.).

Inoltre, la messa in opera di un impianto GEOW® non necessita di opere edili: basta un impiantito su cui poggiare il container (o i containers, a seconda della quantità di moduli che lo compongono) che lo contiene.

Infine, avvenendo tutto il processo in atmosfera controllata e senza alcuna emissione di fumi, la percezione della presenza di un impianto è limitata a quella visiva, non essendoci né emissione di odori né produzione di rumori.

Ci sono stati tentativi di applicare il principio della termolisi, ma, per quanto noto, nessuno ha avuto sviluppi industriali, per diverse ragioni, sostanzialmente raggruppabili in due insiemi:

  • processo in presenza di ossigeno e con parziale combustione del materiale trattato;
  • processo finalizzato alla produzione di idrocarburo liquido.

L’attività di ricerca svolta da Enecolab è stata invece finalizzata allo sviluppo di un processo che tenesse ben separati il flusso di massa da quello del vettore termico, operante a temperature atte alla massimizzazione di produzione di gas utile.

Come accennato, il mercato per la tecnologia GEOW® è costituito da tutti quegli ambiti industriali e/o agricoli e/o civili che producano rifiuti contenenti carbonio disponibile e che, invece che conferirli per lo smaltimento, vogliano smaltirli direttamente per ricavarne energia da impiegare per i loro fabbisogni: la vastità del marcato, in questo senso, è intuitiva.

Per quanto noto, non esistono concorrenti.

A valle della messa in attività di un paio di impianti pilota, verrà attivata una rete di rappresentanti, che verranno supportati con materiale divulgativo e con un ben più che adeguato supporto tecnico e scientifico.

La costruzione di questa rete è già in atto e se ne prevede l’attivazione completa all’inizio del 2021.

Finora sono state depositate 7 domande di brevetto, e tutti i brevetti sono stati ottenuti (l’ultimo, il 7°, proprio in questi giorni mentre era già in corso la campagna di equity crowdfunding).

Evidentemente, un investimento è fatto in denaro, che si vuole ne crei altro: la redditività dell’investimento è meglio illustrata nel business plan contenuto nella presentazione.

Un investimento, al tempo stesso, è una proiezione verso un futuro migliore, ed è proprio questo l’obiettivo di Enecolab, fare la propria parte perché nel futuro ci siano sempre meno discariche, perché ogni territorio possa avere energia senza ricorrere a fonti fossili o non rinnovabili, perché tutto questo possa alimentare lo sviluppo dell’economia circolare.

Il futuro va raggiunto, ed Enecolab intende farlo mantenendo fissi e non negoziabili i suoi principi di etica sociale e d’impresa, la sua visione di un mondo che deve tornare ad essere sempre più verde, impiegando fonti energetiche non fossili e a zero impatto ambientale.

Enecolab è già una società a capitale diffuso: attualmente, 19 soci hanno sottoscritto e versato 210.000 € di capitale sociale.

La raccolta tramite equity crowdfunding non serve ad avviare la propria attività, serve a potenziarla senza alcun ricorso al capitale finanziario (banche, finanziarie, investitore unico, ecc.) e, perciò, a mantenerla “leggera” e sempre più libera da logiche non compatibili con la propria visione.

Certo, può sembrare un sogno, ma un sogno sognato da tanti è inevitabilmente destinato a diventare realtà.

A seconda di quanto si investe:

  • da 1.500 euro fino a 14.999 l’investitore lo può fare per avere un titolo che un domani potrebbe valere molto di più e nel frattempo potrebbe beneficiare dei dividendi; quindi può investire sia per il ritorno in dividendo, sia per avere una plusvalenza sul titolo. In questa ottica all’investitore non interessa contribuire a definire la strategia dell’azienda, comunque vincolata da principi etici su esposti, quindi non interessa la partecipazione alle assemblee per scelte operative straordinarie o strategie;
  • diverso è per chi vuole investire di più e vuole avere anche un peso sulle scelte aziendali.

No, né beni immobili né beni strumentali:

  • Enecolab ha già un compendio industriale di proprietà, i cui dettagli sono contenuti nella presentazione.
  • Enecolab non produrrà direttamente i macchinari componenti gli impianti, ma ne affiderà la realizzazione a una rete, già in costruzione, di PMI del proprio territorio, mantenendone il coordinamento, i controlli di qualità, il collaudo.

La ragione di questa scelta è duplice: chi già fa questo mestiere (costruzioni metalliche di precisione, elettronica, ecc.) ha una competenza specifica di alta qualità, un’esperienza consolidata e un’attrezzatura ben adeguata e, ricorrendo a chi ne sa di più a livello produttivo, l’azienda non deve immobilizzare in macchinari e costi fissi (personale dipendente, utenze, ecc.). Spostando la produzione da costo fisso a costo variabile, si ha un beneficio in termini di redditività, che viene trasferito sia verso la remunerazione del capitale investito che verso una più equa remunerazione di chi la realizza, uscendo dalla logica, fin troppo spesso, iugulatoria cui devono sottostare i sub fornitori.

Sarà comunque compito di Enecolab accompagnare i processi produttivi dei collaboratori, intervenendo se necessario anche nel capitale delle aziende stesse, per dare la propria competenza gestionale ed amministrativa.

Fermo restando che Enecolab ha già liquidità propria, come meglio precisato nella presentazione, l’ulteriore apporto di capitale, come quote nominali e sovrapprezzo, verrà impiegato nel modo seguente:

  • nel caso di una raccolta minima, vale a dire 60 mila euro, questi verranno impiegati per rafforzare lo staff con nuove assunzioni di alti profili, nonché per iniziare una concreta fase commerciale e continuare gli esperimenti in altri campi di applicabilità del processo;
  • nel caso di una raccolta completa, vale a dire 600 mila euro, oltre a quello detto sopra, verranno ridotte le fonti di finanziamento di terzi, e verranno create le condizioni per sviluppare una rete produttiva con i partner anche intervenendo con acquisizioni di partecipazioni;
  • nel caso in cui si superasse la soglia massima, è possibile prevedere una ulteriore e successiva raccolta ma con un incremento del sovrapprezzo, tenendo presente che questa idea di raccolta è iniziata quando:
    • avevamo la certezza di quattro brevetti su sette domande presentate: ora sono stati ottenuti altri due brevetti e ci sono buone possibilità che anche il settimo brevetto venga ottenuto, senza contare le brevettualità ulteriori che si stanno valutando;
    • non era ancora ben definito lo scenario del ciclo commerciale, cosa nel frattempo intervenuta e che ha consentito la redazione di un business plan (riportato nella presentazione) fondato su fatti e non su ipotesi più o meno accattivanti.

documentazione

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